L’arrampicata agonistica e le sue discipline

Un breve riassunto sull'evoluzione dell'arrampicata da arrampicata su roccia ad agonistica e come é organizzata ai giorni nostri di Irene Onorati

Che l’arrampicata sia uno sport abbastanza giovane è cosa nota a tutti, eppure molti si stupiranno nel sapere che la prima gara ufficiale in Europa ci fu soltanto 35 anni fa e, per di più, in Italia. Era il 1985 e gli arrampicatori più forti del momento si radunavano a Bardonecchia per dare vita a “sport-roccia”, la prima competizione internazionale di arrampicata sportiva (per qualche strana ragione ero convinta si chiamasse sporticcia, e per me resterà sempre tale).

Nel 1986 ci fu un cambiamento molto importante. Era un weekend d’agosto e una grandissima folla si era riversata sotto la strapiombante rupe del castello di Arco di Trento per assistere alla seconda edizione che si teneva sulle falesie del Colodri. Questo spostamento ha dato inizio all'evoluzione dell'arrampicata fino ai giorni nostri, non a caso il territorio di Arco è un luogo emblematico per tutti gli arrampicatori. L’anno successivo, dopo che l’area sotto la rupe fu dichiarata a rischio di caduta pietre, ai piedi del Colodri nacque una struttura iconica, il Climbing Stadium. Proprio in questo luogo nel 1987 si tenne per la prima volta, e si tiene ancora oggi, la più famosa gara di arrampicata del mondo, il Rock Master, al quale ho avuto la fortuna di assistere e di partecipare (all’edizione junior, ovviamente). Fu una novità enorme per l’arrampicata e per lo sport, una provocazione nei confronti di chi limitava la disciplina all’approccio su roccia, una visione futuristica delle competizioni e una spinta alla diffusione e all’interesse delle persone verso questo mondo poco conosciuto.

Nella foto in alto potete vedere a sinistra il primo Climbing Stadium del 1987, e a destra l’attuale Climbing Stadium.

In questi 35 anni l’arrampicata sportiva si è evoluta senza sosta creando nuove tipologie di competizione, nuove categorie di partecipanti e raggiungendo addirittura le olimpiadi. Attualmente, l’arrampicata agonistica si divide in tre discipline: lead, boulder e speed.

LEAD

Chiamata anche disciplina di difficoltà, il lead consiste in vie di corda lunghe tra i 15m e i 25m provviste di una o due prese iniziali che rappresentano lo ‘start’ e di una presa finale chiamata ‘top’. Nelle gare il punteggio viene calcolato in base all’ultima presa raggiunta, differenziando spesso se questa è stata tenuta o soltanto toccata. I percorsi vengono tracciati secondo vari gradi di difficoltà in base alla categoria a cui sono assegnati e possono essere eseguiti con la corda dall’alto (in moulinette) o dal basso (da primi).

Personalmente è sempre stata la mia disciplina preferita, essendo più affine all’esperienza di arrampicata su roccia. Contano sicuramente grande resistenza e molta tecnica, in quanto delle vie così alte richiedono un risparmio energetico tale da poter arrampicare per molto tempo.

In alto, una me 13enne che tenta una prova lead in moulinette durante una gara Uisp.

BOULDER

I boulder sono vie basse (entro i 5m) caratterizzate da pochi movimenti molto dinamici che quindi richiedono uno sforzo di breve durata ma molto intenso. La sicurezza delle vie boulder è caratterizzata dall’uso di morbidi materassi al posto di corda e imbrago. 

Le gare si svolgono principalmente seguendo due modalità: nella prima si ha a disposizione un numero limitato di tentativi (solitamente tre) mentre nella seconda si ha un tempo massimo con tentativi illimitati. In entrambi i casi lo scopo è raggiungere il top o quanto meno la ‘zona’ (solitamente è posta a metà percorso e conferisce un punteggio minore, 

un po’ come la bandierina intermedia in Super Mario Bros ).

E’ probabilmente la disciplina più amata dai climbers. Mette in gioco le più svariate abilità, tecniche e anche la fantasia in quanto ogni atleta può completare il percorso in modo personale. Confrontarsi con una via boulder permette di capire a fondo i propri punti di forza e le proprie difficoltà, in modo da poter lavorare su quest ultime.

Nella foto sto partecipando alla gara boulder del Rock Junior di Arco, edizione 2010, categoria under 14

SPEED

La gara di velocità è l’ultima arrivata e sicuramente la meno praticata. Si svolge su un percorso standard di 15m con due partecipanti in contemporanea in moulinette. Dopo il via, i due atleti devono raggiungere più velocemente possibile il bottone rosso posto alla fine del percorso che fermerà il cronometro. Per ottenere dei buoni risultati in questa categoria bisogna essere molto agili e avere la possibilità di allenarsi su un percorso analogo. Infatti, in queste competizioni si percepisce la confidenza che i garisti hanno con il percorso, sembrano quasi volare da una presa all’altra senza nemmeno ragionarci su. Il record mondiale ottenuto nel 2017 di 5,48 secondi appartiene all’atleta iraniano Reza Alipour Shenazandifar, vi consiglio caldamente di guardare il suo video

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Di seguito invece potete trovare un video di una gara speed in coppia genitori-figli di 9 anni fa al Climbing Stadium, in cui io e Armando Onorati (mio padre nonchè allenatore) vi mostriamo esattamente cosa non fare se si vuole vincere una gara.


La mia esperienza in campo agonistico è stata davvero positiva ed emozionante. Se mi avessero chiesto per quale motivo praticavo questo sport, avrei sicuramente risposto la grande sfida e collaborazione che si crea tra la mente e il corpo. La mente osserva un percorso, si pone un obiettivo, lo studia e il corpo lavora giorni, settimane o anche anni per far si che si realizzi. L’arrampicata, prima di essere movimento e dinamismo, è un processo così interiore e individuale da renderla una scommessa con se stessi che dura una vita.